Laspro n. 22, Medioriente. L’editoriale

In distribuzione il numero 22 di Laspro, in questo numero si parla di Medioriente: un reportage dall’Afghanistan di Patrizia Fiocchetti, “Do you remember Baghdad?” di Ettore Acocella, l’intervista alla blogger di Gaza, Shahd Abusalama, i racconti di Renato Berretta e Luigi Lorusso. Ilario L. Galati ci parla di Nusrat Fateh Ali Khan e Sabrina Ramacci del Barhein.

Per richiedere le copie per librerie, spazi sociali, etc, per organizzare iniziative e per collaborazioni, scrivere a redazione@laspro.it. Potete abbonarvi a Laspro via paypal, contribuendo solo alle spese di spedizione. 

Medioriente

crociata

illustrazione di Valeria Crociata

di Alessandro Bernardini

Il Medioriente non esiste. E non esiste il sole di Gerusalemme che taglia l’iride al tramonto. È solo un concetto che riempie la bocca di vermi. Non ci sono bandiere in cui avvolgere i corpi dei martiri, ma solo l’inchiostro che serve a stampare i manifesti che li glorificano.

E allora a che serve guardare le bocche spalancate senza ossigeno e i cadaveri pressati come sigarette sotto le macerie dei palazzi? A che serve il filo spinato attorcigliato all’infinito tra una torretta e l’altra?

Mivtza Oferet Yetzukah, vale a dire “Operazione Piombo Fuso”, deriva da una canzone composta per la festa religiosa ebraica di Chanukkà. Obiettivo: neutralizzare Hamas. «Colpire duramente l’amministrazione di Hamas al fine di generare una situazione di migliore sicurezza intorno alla Striscia di Gaza nel tempo, attraverso un rafforzamento della calma e una diminuzione dei lanci dei razzi, nella misura del possibile», per dirla con le parole del settimanale dell’Idf (l’esercito israeliano). Ba-Makhaneh. Così è stato e così è.

Quattro anni fa “Piombo Fuso” ha spazzato via i tetti delle case, ha strappato la carne dalle ossa e inciso a futura memoria (se ancora ce ne fosse bisogno) il nome di chi comanda. Da noi, una trentina d’anni, la strategia della tensione generava il caos e la paura propedeutici al mantenimento dell’ordine. Cosi è stato e così è.

Fare congetture sul chirurgico tempismo del binomio elezioni USA e campagne militari israeliane è fare dietrologia. E si sa, la dietrologia è quel veleno usato dai partigiani per (tra le altre cose) soffocare l’informazione corretta. Fatto sta che dopo quattro anni da “Piombo Fuso”, a ridosso del secondo mandato Obama e un mese prima delle elezioni israeliane, che hanno visto la conferma di Netanyahu, l’Idf lancia un’altra campagna militare su Gaza.

Ironia e partigianeria: un altro binomio. Forse, anzi sicuramente, c’è il bisogno, per dirla alla Gramsci, di odiare gli indifferenti.

Odiare il colpo di fucile alle spalle e il dito che strozza il grilletto, perché la terra è lucida e piatta come un piano di vetro.

Il Medioriente è una certezza che si trasforma in canti di rabbia rossa nella voce della gente che sfila nei cortei il sabato pomeriggio a migliaia di chilometri di distanza. Una certezza inutile. Il Medioriente non è certo solo la Palestina e Israele, ma è lì che finiscono di rotolare i dadi lanciati a Washington e a Bruxelles.

Il Medioriente è l’arteria di sangue nero che porta ad allontanare le distanze nei consigli di amministrazione delle compagnie petrolifere. È Aleppo che brucia e le 21 condanne a morte in Egitto per gli autori della strage allo stadio Port said. È Tel Aviv col suo lungomare californiano e il muro del pianto con le sue promesse di perdono. È l’odore dei lacrimogeni e la prima delle sei batterie di missili patriot schierati alla frontiera turca con la Siria posta sotto il comando della Nato. È la campagna di sensibilizzazione contro il nucleare iraniano.

Nessun morto, nessun blocco. Nessun Paese.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...