[Laspro 37] Babbo Natale e il mio amico Gianni

di Alessandro Pera (da Laspro 37, ottobre 2016)

christmas-1072575_960_720«Bambini, da oggi inizieremo un nuovo percorso, un laboratorio, ma non parleremo soltanto, faremo anche delle cose, tutti insieme. L’attività più importante sarà realizzare su un foglio gigantesco un disegno collettivo, fatto da tutta la classe. Con il vostro aiuto disegneremo una grande mappa, una cartina, che avrà come oggetto il vostro quartiere».

«Che vuol dire quartiere?».

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[Pop-Corner]Il Duka e le serie tv: Black Sails

di Duka (da Laspro 37, ottobre 2016)

Le rotte atlantiche della guerra di classe

blacksails-sinfulcelluloid-skullsEra dai tempi di The Wire e Breaking Bad che non finivo magnato dalla rota per una serie tv. Causa della mia ennesima scimmia è Black Sails – la prima che mi sono sparato in streaming senza aspettare l’appuntamento settimanale su Rai 4. La fissa per la fiction – che si candida a prequel de L’isola del tesoro di Stevenson – mi è partita, sia per l’ammirazione che avevo da bambino per i pirati dei Caraibi, ma soprattutto per l’apertura – episodio 0.1 – del Capitano Flint: «Quando dico che sta arrivando una guerra… non intendo dire con la Scarborough, non intendo con re Giorgio né con l’Inghilterra. Sta arrivando la civiltà e ha intenzione di sterminarci». Per la prima volta una serie televisiva, prodotta da eredi dei proto-liberisti (Platinum Dunes, Quaker Moving Pictures) che sconfissero i pirati d’oltreoceano, non mette al centro della narrazione le avventure guascone, da cappa e spada, della pirateria, ma il suo ruolo di proletariato atlantico, significativo nella lotta contro il monopolio spagnolo del commercio e gli Stati-nazione agli albori di colonialismo e capitalismo. Secondo me gli ideatori della serie – due onesti marchettari come Jonathan E. Steinberg e Robert Levine – centrano per una botta di culo le origini del conflitto per il controllo delle rotte marittime – premessa alla guerra di classe nel Nuovo Mondo. A chi non dovesse accontentarsi di arrembaggi, battaglie navali, bordelli, rhum e intrighi vari e vuole una lettura radicale dei fatti, consiglio gli studi di Peter Linebaugh e Marcus Rediker, autori di I ribelli dell’Atlantico (Feltrinelli 2004). Un saggio straordinario da leggere assolutamente!!! Per chi, invece, ai pipponi preferisse la narrativa, suggerisco il capolavoro di Valerio Evangelisti – trilogia della Filibusta – Tortuga, Veracruz, Cartagena (Mondadori).