Scrivere la città – incontro e workshop sul reportage narrativo a Logos Festa della Parola

Un modellino di città realizzato utilizzando lettere dismesse di macchine da scrivere. L’opera è dell’artista Hong Seon Jang

Un modellino di città realizzato utilizzando lettere dismesse di macchine da scrivere. L’opera è dell’artista Hong Seon Jang

«Il reportage ha di solito molti autori ed è grazie a un’usanza invalsa da tempo che firmiamo un testo solo con il nostro nome. In realtà forse si tratta del genere letterario più collettivo che esista, giacché alla sua nascita contribuiscono decine di persone: gli interlocutori incontrati sulle strade del mondo che ci raccontano la storia della loro vita e della società alla quale appartengono, oppure eventi ai quali hanno partecipato o di cui hanno sentito parlare da altri. Questi estranei, a noi di solito sconosciuti, oltre a rappresentare una delle più ricche fonti di conoscenza del mondo, aiutano anche il nostro lavoro in molti altri modi, che vanno dal favorire i nostri contatti con altre persone al metterci a disposizione la loro casa, fino a salvarci addirittura la vita».
(Ryszard Kapuscinski)

Scrivere la città è una delle azioni che si svolgono lungo un continuum: conoscere, intrattenere rapporti, sentire in giro, muoversi, cercare dati. E poi rimettere a posto, incasellare, stabilire connessioni, limare, affinare, dare forma. Quando il lavoro è pronto, metterlo a disposizione, discuterne, parlarne, cambiarlo. Perché serva. Perché non sia una rappresentazione statica. Perché lo scrivere si incontri con il trasformare. Il reportage, come lo definisce Kapuscinski, è un genere letterario. Qualcosa di destinato a durare, e che può raccontare qualcosa di nuovo anche quando ciò di cui si narrava non esiste più, oppure è cambiato.
Per questo ci è sembrato il modo più adatto per intervenire a Logos, la Festa della Parola. Una parola, λόγος, logos appunto, che ha in sé il senso di una parola come parte di un discorso, che è parte di un agire. Quelle che cerchiamo sono parole che fanno delle cose, che innescano reazioni, che si muovono nei nostri territori. Tanto più, all’interno di un centro sociale occupato e autogestito, in un quartiere che conosciamo e che abitiamo. Abbiamo voluto un incontro che avesse un prima e un dopo, per questo l’idea di un incontro e di un workshop sul reportage narrativo con qualcuno che gli strumenti ce li ha già da tempo.
Durante l’incontro Scrivere la città vedremo i diversi modi in cui la città, le sue relazioni di potere, i conflitti, possono essere raccontati.

Angelo Ferracuti in Il costo della vita – Storia di una tragedia operaia sceglie una storia, la strage di tredici operai all’interno di una motonave nel porto di Ravenna nel 1987, una tra le tante, dimenticate, e ne racconta le persone, i ricordi, i luoghi, con le parole di chi c’era e quelle di chi quella storia l’ha incontrata dopo. Un reportage lungo, approfondito, su una storia, quasi rappresentativa di altre, a ventisei anni di distanza, anche per verificare se qualcosa è cambiato.
Giancarlo Liviano D’Arcangelo in Invisibile è la tua vera patria. Reportage dal declino. Luoghi e vite dell’industria italiana che non c’è più sceglie invece di disegnare un quadro per addizione, con sette diversi reportage, da Taranto alle città operaie come la Ivrea di Olivetti o Crespi d’Adda, al racconto della nascita, crescita e declino dei Florio a Palermo, a quello che è rimasto del sogno nucleare italiano lungo il fiume Garigliano, alla miniera sarda abbandonata di Montevecchio, fino deserto dello spettacolo-merce impolverato del Luneur di Roma. Storie in cui l’autore entra direttamente, con i ricordi e la scrittura che si muove tra passato e presente.
Lou Palanca è un collettivo di scrittori, autori di Blocco 52 – una storia scomparsa, una città perduta, romanzo storico a più voci basato sull’omicidio, realmente avvenuto a Catanzaro nel 1965, di Luigi Silipo, esponente di primo piano del Pci calabrese e sindacalista bracciantile, omicidio rimasto senza colpevole e quasi totalmente rimosso. Un modo di raccontare, quello del romanzo, che contribuisce a riaccendere le luci su un momento in cui una città si slegava del suo passato contadino per entrare nei decenni della speculazione edilizia gestita insieme dai poteri istituzionali e criminali.
Infine, Napoli Monitor, rivista basata ai Quartieri Spagnoli che dal 2006 racconta una volta al mese i fatti di Napoli e non solo, in modo indipendente, con inchieste, reportage, cronache, ma anche racconti e disegni.
Tanti modi diversi di raccontare, e soggetti che vanno dalle grandi città al cuore profondo della provincia italiana. Un comune denominatore: partire dalla realtà, elaborarla, scrivere, tornare alla realtà.

Workshop IL REPORTAGE NARRATIVO a cura di Laspro e Napoli Monitor: venerdì 11 e sabato 12 a partire dalle 18

Incontro SCRIVERE LA CITTÀ con Angelo Ferracuti, Giancarlo Liviano D’Arcangelo, Lou Palanca, redazione di Napoli Monitor, a cura di Laspro: domenica 13 ore 19

info: redazione@laspro.it

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