L’eterno ritorno del giornalismo italiano

Riceviamo questo testo da uno dei partecipanti alla presentazione/dibattito di Laspro a B.A.M. Biblioteca Abusiva Metropolitana dello scorso 27 febbraio. Tema del numero, della presentazione e di questo contributo: l’informazione. Approfittiamo per ricordare che potete inviare contributi (articoli o racconti) sia per il blog che per la rivista cartacea alla mail redazione@laspro.it

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di Piero Oronzo

In un articolo di Luigi Lorusso pubblicato sul numero 26 di Laspro, veniva presentato in tono sarcastico un piccolo glossario sul significato di termini come tensione, disordine, tafferugli, violenza e su come il loro uso venisse abusato nelle cronache delle testate giornalistiche riguardo manifestazione e scontri di piazza: semplificazioni e esagerazioni che spesso portano ad un racconto tanto distorto quanto superficiale. Sarebbe interessante affrontare un discorso sul metodo di tali narrazioni, dal momento che non mancano le occasioni in cui queste distorsioni diventano l’unico mezzo attraverso cui tali eventi prendono parte all’opinione pubblica; vedi le ultime vicende che hanno interessato gli attivisti della lotta per la casa, la repressione delle manifestazioni, gli arresti e l’accusa di terrorismo per il sabotaggio dei cantieri da parte degli attivisti NoTav (addirittura l’accusa di “istigazione a delinquere” allo scrittore Erri De Luca per alcune opinioni espresse riguardo al movimento). Tralasciando il merito di queste questioni, mi interessa affrontare qui, sopratutto, il metodo del racconto giornalistico presente sui quotidiani, tv e telegiornali; credo che sia particolarmente interessante farlo a freddo, piuttosto che farlo accostandolo a casi particolari in cui è difficile riuscirci con la dovuta lucidità. Continua a leggere