NoMuos, dopo la sentenza del Tar, la manifestazione del 4 aprile – Fotoreportage

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Fotoreportage di Giordano Pennisi

Illegale e illegittimo. Abusivo. Così decide la sentenza del Tar di Palermo del 13 febbraio della mastodontica costruzione del Muos (Mobile User Objective System) di Niscemi. L’infrastruttura che costituisce il più grande sistema di comunicazioni militari mai concepito, altro non è che una micidiale arma da guerra, in grado di consentire i collegamenti e le comunicazioni dell’esercito statunitense in tutta l’area del Mediterraneo e i cui rischi sulla salute dei cittadini delle aree circostanti sono pericolosamente ignoti.

Sono anni che il popolo NoMuos cerca di far salire a galla questa verità, organizzando manifestazioni, blocchi stradali, scioperi, facendo costante ricerca e lavoro legale, e in ben due occasioni, il 9 agosto del 2013 e 2014, violando la recinzione che custodisce questa macchina di morte, e andando incontro a denunce, sanzioni amministrative e multe.

La sentenza del Tar segna un punto importante in questa lotta che i movimenti continuano a portare avanti senza riporre troppa fiducia in prese di posizione istituzionali, ma continuando a organizzarsi dal basso. Per ribadire che la terra non appartiene a cinici guerrafondai, per difendere l’area protetta della Sughereta di Niscemi, la salute degli abitanti e in sostanza il diritto inalienabile al benessere collettivo, dalla contrada Ulmo di Niscemi, il 4 aprile si è dispiegato un corteo di migliaia di persone, che ha formato una catena umana intorno all’area occupata dalle infrastrutture americane.

Con questa giornata e le prossime in programma, un popolo colorato e determinato di indiane e indiani ribadisce che il Muos è una minaccia alla sicurezza nazionale, è un’ingombrante installazione militare ad uso esclusivo di un Paese straniero (e per di più alleato) che non ripudia la guerra, ma che la pratica dal suolo italiano.

Per Laspro un resoconto fotografico della giornata del 4 aprile.

[Cos’è il Muos?]

[La campagna per le spese legali dei denunciati del 9 agosto]

[Tutte le foto di Giordano Pennisi su NoMuos]

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Dietro denti ben curati, la carie delle svastiche

di Giusi Palomba (da Laspro 30 – novembre/dicembre 2014)

Lontano dal considerare la complessità di ogni contesto, le ultime manifestazioni di odio nei territori, nelle periferie, che puntano su stranieri, rom, minoranze in genere, si riproducono ormai simili anche in luoghi molto diversi. Non perché le periferie siano tutte uguali, ma più probabilmente perché stiamo cedendo all’omologazione anche nelle forme della rabbia, quella funzionale al potere, quella che galleggia in un maleodorante brodo primordiale, e che rende troppo facile rinunciare a dotarsi di strumenti di lettura adeguati. Queste esplosioni di orrore quando avvengono nella realtà sono poi costrette a fronteggiarla fisicamente la realtà, a fare i conti con essa, vivendosi anche la possibilità che si riveli, fluorescente, il meccanismo perverso della guerra tra poveri.

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Foto di Giordano Pennisi

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