Dietro denti ben curati, la carie delle svastiche

di Giusi Palomba (da Laspro 30 – novembre/dicembre 2014)

Lontano dal considerare la complessità di ogni contesto, le ultime manifestazioni di odio nei territori, nelle periferie, che puntano su stranieri, rom, minoranze in genere, si riproducono ormai simili anche in luoghi molto diversi. Non perché le periferie siano tutte uguali, ma più probabilmente perché stiamo cedendo all’omologazione anche nelle forme della rabbia, quella funzionale al potere, quella che galleggia in un maleodorante brodo primordiale, e che rende troppo facile rinunciare a dotarsi di strumenti di lettura adeguati. Queste esplosioni di orrore quando avvengono nella realtà sono poi costrette a fronteggiarla fisicamente la realtà, a fare i conti con essa, vivendosi anche la possibilità che si riveli, fluorescente, il meccanismo perverso della guerra tra poveri.

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Foto di Giordano Pennisi

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Vittorio Arrigoni – lettera a un’amica

Querida Bats,

non è solo coraggio, bisogna avere radici come sabbia del deserto mossa dal vento dell’imperscrutabile, e un’anima colma tal punto di una disperazione tale da rendere automatica la simbiosi coi disperati del mondo, l’unica patria a cui mi sono sentito veramente di appartenere.

Ma non è necessario accendersi la pipa con calma, e andare a sedersi dinnanzi ai carri armati israeliani, per esprimere il coraggio dei propri valori. Non è necessario essere pronti a sacrificare se stessi, subito, adesso, l’intera propria vita per considerarsi coerenti coi propri proponimenti.
C’è tutto un microcosmo di sofferenza nelle nostre città così ben imbellettate, un micro che in realtà è macroscopica ingiustizia.
Quegli stessi uomini-tonno, quando riescono a sbarcare e a disperdersi sulla terraferma, rimangono pur sempre pesci fuor d’acqua. E poco dopo magari li si ritrova agli angoli delle strade, a vendere la loro paccottiglia e i cd pirata per sopravvivere, per non venire a patti con criminalità e spaccio, come i miei amici senegalesi, venditori ambulanti con due lauree alle spalle conseguite nella migliore università di Dakar.
Richiedono dignità,
 non carità.
E magari amicizia. Continua a leggere