Per una filiera corta del libro – intervista a Manolo Morlacchi, fondatore di Booklet

di Cristian Giodice
Circa un anno fa, nel freddo gennaio meneghino nasceva Booklet Distribuzioni (bookletnews.it). Una nuova realtà, che si affaccia nel babelico e mastodontico universo editoriale nostrano, forte di un progetto innovativo e allo stesso tempo romantico, coraggioso nonché spregiudicato. Ne parliamo con Manolo Morlacchi, fondatore e responsabile del progetto, oltre che autore di La fuga in avanti. La rivoluzione è un fiore che non muore (Agenzia X, 2010 – vedi intervista su Laspro 16, gennaio/febbraio 2012).

Fondare una nuova distribuzione in un mondo editoriale in cui questa è diventata quasi un monopolio, è una scelta coraggiosa ma che può sembrare sconsiderata. A pensarci mi viene in mente Davide contro Golia; perché hai voluto intraprendere questa avventura e su cosa hai voluto caratterizzare la tua peculiarità?
In realtà Booklet non è un distributore, né un grossista. È qualcosa di più e qualcosa di meno. La nostra associazione culturale sta costruendo una rete di rapporti diretti tra piccoli editori e librai indipendenti che non siano legati alle distribuzioni/promozioni ufficiali. È qualcosa di più, quindi, perché cerca di proporre un modello che accorciando la filiera garantisca sconti maggiori e restituisca libertà e autonomia nella scelta dei libri da proporre. È qualcosa di meno, perché Booklet è solo un veicolo, senza alcuna struttura commerciale o intento speculativo. Non si pone, cioè, in concorrenza con nessuno. Ci limitiamo a segnalare a librerie, centri di documentazione, centri sociali e ogni altro spazio dove si trovano dei libri, le novità di una quindicina di piccoli editori, proponendo loro di rivolgersi direttamente a questi per l’acquisto, senza ulteriori passaggi costosi e asfissianti. Continua a leggere

Su premi letterari, industria editoriale e impiego di energie

Gira in modo virale una recensione-stroncatura del romanzo vincitore del premio Bancarella 2013 Ti prego lasciati odiare di Anna Premoli, edito da Newton Compton, per quanto possa essere virale la recensione di un libro.
ti-prego-lasciati-odiareSintetizzando, elenca i tanti difetti stilistici e veri e propri errori redazionali del libro, per arrivare alla conclusione della scarsa credibilità dei premi letterari e il basso livello dell’industria editoriale italiana, di cui i premi sarebbero una «stracca appendice».

L’articolo compare su L’Unità del 3 agosto scorso e si chiude con questo invito:

«Questo è fuor d’ogni dubbio un caso letterario. E sarebbe bene che se ne parlasse parecchio».
Non ho letto il libro e non ho intenzione di leggerlo, non rientra tra i miei gusti, neanche come letteratura d’intrattenimento. Però l’articolo mi stimola alcune riflessioni, in ordine sparso e che possono essere a volte contraddittorie tra loro: Continua a leggere