Le dinamiche senza limiti della guerriglia

Nel deserto globale da Lawrence a Clint
(da Pop-Corner su Laspro 31 – febbraio 2015. Per abbonarti a Laspro clicca qui)
di Duka

«L’assegnazione delle spedizioni non fu mai ortodossa. Era impossibile fondere o assemblare tribù diverse, perché di solito non andavano d’accordo o non si fidavano l’una dell’altra. Analogamente, non potevamo impiegare membri di una tribù nel territorio di un’altra. Di conseguenza, miravamo alla più ampia distribuzione delle forze, per disporre del maggior numero di bande contemporaneamente. Aggiungevamo fluidità ai loro movimenti agendo ogni giorno in una diversa porzione di territorio. Questo favoriva la naturale mobilità delle bande. In più, avevamo l’incomparabile vantaggio di disporre di forze sempre fresche nelle diverse aree tribali. Il massimo disordine era in senso stretto il nostro punto di equilibrio».
(Evoluzione di una rivolta di T. E. Lawrence)

T E Lawrence Continua a leggere

La Rete antirazzista di Piazza Vittorio, i fascisti del nuovo millennio e quer pasticciaccio brutto de Parigi

di Alessandro Bernardini (da Laspro 31 – febbraio 2015. Per abbonarti a Laspro clicca qui).

piazzavittorioDomani nella battaglia pensa a me, scriveva Shakespeare, frase poi ripresa dal romanzo di Javier Marías. Ed è a Piazza Vittorio, a Roma, che si combatte una battaglia.
Sbagliato.
A Piazza Vittorio si combattono tante battaglie.
Il rione Esquilino è una zona non conforme alle politiche delle grandi metropoli europee, che vedono il centro della città a uso esclusivo del turismo, della presenza di famiglie a reddito medio-alto e a un’immagine occidentalizzante nel senso più becero: cattolico, bianco, conservatore e benestante.
Piazza Vittorio è invece un laboratorio involontario in cui diverse comunità si confrontano e si scontrano.
Lì ci sono anche gli avanguardisti che non si arrendono al conformismo, che sfidano il mondo dell’uguale, quelli che fanno azione, che innestano mine sociali in tutto il territorio romano e nazionale considerando il presente (Casa Pound), come un dono lasciato dal passato fascista che ci scaglierà verso il futuro.
Sono i fascisti del terzo millennio che vanno a braccetto con la Lega e hanno la salivazione alterata nel pensare a quanto possa essere appetibile la prossima campagna elettorale, incentrata sulla difesa dei confini nazionali dall’orda di terroristi islamici che verranno a mettere a ferro e fuoco le nostre città. Continua a leggere