Da “Black mirror” ai dispositivi specchio. Comunicazione, censura e controllo ai tempi dei social network. – Editoriale Laspro 23

laspro2006

illustrazione di Valeria Carrieri

Editoriale – di Giusi Palomba

Le forme della comunicazione, della censura, del controllo ai tempi dei social network, la manipolazione delle informazioni, la possibilità di pilotarle, di influenzare le masse mantenendo intatta l’idea della democraticità della rete: vorrei segnalare due sintesi secondo me fondamentali per orientarsi su questi temi.

Una è un articolo uscito sul n. 347 della rivista Aut Aut: “Web 2.0. Un nuovo racconto e i suoi dispositivi”, di Maria Maddalena Mapelli, l’altra è una puntata qualsiasi della serie Black Mirror. Oggi in molti conoscono la serie inglese per la terza puntata della seconda stagione, in cui un pupazzetto virtuale, dissacrante con tutti i politici, diventa il principale candidato al governo di un paese e dunque per le analogie con la grillomania tutta italiana. Ma l’idea di Black Mirror è più ampia. Charlie Brooker, critico, comico, autore e firma del Guardian, un giorno si è detto: proviamo a immaginare il futuro prossimo senza andare troppo lontano, senza nessun particolare espediente fantascientifico, soltanto esasperando elementi di realtà già presenti nelle nostre vite. Allora, quale migliore esempio della pervasività tecnologica se non la presenza continua degli schermi, siano essi computer, smartphone, tablet, etc?
La sfida è aperta a diversi registi che così provano a cimentarsi nel disegnare gli scenari possibili.

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