Indifferente mai – Salvare le vite prima di tutto

di Patrizia Fiocchetti

Non c’è scelta. Mi ripeto. Indifferente mai. Dura, forse, spietata anche. Ma girare la testa dall’altra parte, no.
Ho percorso vie e mi sono contrapposta al fato. Ho cercato risposte e tentato alleanze, per un periodo tanto lungo che, mi ripeto, è sufficiente per dirmi “ho vissuto”. Anche se ora, in questo preciso momento, un fulmine dovesse colpirmi rubandomi il respiro.
Per questo non ho mai tradito i valori in cui sono cresciuta, l’eredità dei miei nonni antifascisti che mai scesero a compromessodi fronte al braccio granitico della repressione, anche a costo di nascondersi, o a ridursi in ginocchio a pulire le scale di condomini signorili per poter nutrire mia madre e le sue sorelle.
I comandamenti in cui credo sono meno dei biblici dieci: solidarietà, accoglienza, giustizia, diritti. Strumenti di comprensione del mondo, e di amore per l’altro umano come me, pur se diverso e lontano. Nessun muro, filo spinato di separazione dove i mattoni portano nomi pesanti “credo”, “razza”, “nazionalità”. Nessun confine, e il senso di appartenenza legato a un mondo senza frontiera. Lo dovevo – e lo devo ancora – a chi ha combattuto, creduto e pagato per quel futuro non plasmato di razzismo, guerra, violenza, supremazia consegnato alla mia di generazione.

Un futuro che è passato. E nei cicli della storia dell’uomo ecco che si riaffaccia, con nuove maschere ma con lo stesso ghigno e cattivo odore, un periodo in cui non avevo mai pensato di poter trovarmi a vivere.

I valori in cui sono stata plasmata sono scoloriti. Le persone, anche quelle a me molte vicine, ne abdicano il senso nella pratica quotidiana intrisa di paura, egoismo, pigrizia. Ed ecco che frasi di sapore pericolosamente antico si riaffacciano nella bocca dell’uomo comune e dell’imbonitore di turno, non provocando indignazione finanche accenni di indignazione. Perché prima “noi” e poi “loro”.
Ma quali “noi”, mi chiedo? Siamo divisi pur nella disperazione, come naufraghi che si litigano in mare aperto il posto dove arpionare con le unghie un pezzo di legno e continuare a galleggiare. Anche a costo di affogarsi l’un l’altro. Questo improvviso spirito che accomuna persone intorno alla lotta contro un “loro” composto di disgraziati che sfuggono guerre, siccità, catastrofi naturali e cercano salvezza in quel nord del mondo su cui ricadono colpe storiche, mi puzza di putrido. E falso.
La solidarietà esiste proprio nell’accoglienza delle differenze, delle distanze perché nell’agire l’atto solidale mette in evidenza ciò che accomuna, chi aiuta e chi di aiuto necessita. E ogni lotta di rivendicazione deve trovare terreno comune, e potenza, nella pratica di questo valore basilare e fondativo.
Pertanto, mi chiedo come è possibile rimanere indifferenti di fronte a frasi quali “soluzione finale”, “chiudere i porti alle navi che soccorrono i profughi”, che celano un piano ben più complesso e sottile che coinvolge tutti, e non solo gli ultimi.

Ma soprattutto, se dentro di noi non scatta immediato il sapore amaro di una Storia di soprusi e lutti, studiata sui libri e che si pensava sepolta ma che invece si riaffaccia nel nostro tempo e ci chiama a esserne i protagonisti, allora il tumore che ha attaccato le cellule del corpo sociale, e politico, è a uno stato avanzato.

È proprio in questi momenti che non bisogna tirarsi indietro, che occorre riaffermare la propria posizione di libertà, giustizia e difesa dei deboli e dei diritti di tutti alla dignità. Bisogna chiarire da che parte stare, affrontando la paura di chi si nutre di questo sentimento nel tentativo di spezzare il legame che ci unisce. Manifestando la nostra volontà di rimanere umani.
Indifferenti mai. Contro ogni tentazione di semplificazione e barbarie.

Firma l’appello dell’associazione ADIF – Diritti e Frontiere “Salvare le vite prima di tutto” contro la proposta del governo italiano di chiudere i porti alle navi delle Ong che trasportano i profughi salvati nel Mediterraneo centrale.

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Salvare le vite prima di tutto

«L’Europa nasce o muore nel Mediterraneo» scriveva già decenni fa Alex Langer. Con questa stessa frase nel 2015 si chiamarono a raccolta le forze sane di questo paese per fermare la strage di migranti in mare. Ma le stragi sono continuate, anche nell’indifferenza. Un naufragare continuo arginato in parte dall’intervento della Marina, della Guardia Costiera e, soprattutto delle Ong. Gli arrivi di questi ultimi giorni, in assenza di un sostegno reale anche nell’accoglienza da parte dell’UE, sono divenuti un alibi per il governo italiano che ha comunicato alla Commissione Europea l’intenzione di chiudere i propri porti alle navi delle organizzazioni umanitarie. Un simile atto di barbarie non può essere accettato da nessuno, indipendentemente dalle singole posizioni politiche o ideologiche. Si condannerebbero con cinismo immorale a morte migliaia di persone sospese fra le persecuzioni subite nei paesi di origine, quelle patite in Libia e il diritto alla salvezza. Occorre che l’UE si assuma responsabilità e che prenda decisioni coraggiose ma in linea con i principi morali che ispirano le loro costituzioni e le stesse fondamenta su cui poggia ciò che resta del sogno europeo. Ma occorre anche che, nel frattempo, non si neghi a donne, bambini e uomini di trovare riparo nei nostri porti, in nome di calcoli elettorali o degli allarmi esasperati degli imprenditori della paura.

Ed è in nome di questo necessario sentimento di umanità che ci appelliamo a tutte e a tutti. Troviamo insieme forme e modi per far sentire nelle nostre città, davanti alle prefetture, ai porti, la voce troppo spesso rimasta isolata di chi non vuole essere ancora complice di ulteriori misfatti. Verrà presto il tempo delle decisioni politiche, nazionali e dell’unione, verrà la necessità di uscire da un approccio emergenziale e proibizionista che porta soltanto a riempire ogni giorno sempre di più quella fossa comune che è oggi il Mediterraneo Centrale. Ma oggi, qui e ora, dobbiamo decidere, anche individualmente, da che parte stare. Verrà il giorno che di questo immenso crimine si dovrà rendere conto e nessuno di noi potrà dire “io non sapevo”. Sappiamo e dobbiamo avere la dignità di decidere se restare umani o scivolare nella normalità della barbarie, quella che non fa più notizia e non smuove più alcuna coscienza.

Primi firmatari in aggiornamento

Stefano Galieni, Maurizio Acerbo, Gianluca Nigro, Paolo Ferrero, Loris de Filippi, Gianfranco Schiavone, Nicole Corritore, Grazia Naletto, Fulvio Vassallo Paleologo, Daniela Padoan, Casa Internazionale delle donne -Roma, Francesca Koch, Francesco Piobbichi, Annamaria Rivera, Haidi Giuliani, Oria Gargano, Coop. Sociale Be Free, Rete Delle Città In Comune, Rohina Bawer, Associazione Babele, Vittorio Agnoletto, Paola La Rosa, Alfonso Gianni, Chiara Sasso, Yvan Sagnet, Eleonora Forenza, Arturo Salerni, Edda Pando, Alessandra Ballerini, Guido Viale, Silvana Meli, Gennaro Avalllone, Sally Kane, Antonio Mazzeo, Sindacato Usi – Ati, Roberta Fantozzi, Simone Oggionni, Fabio de Nardis, Campagna LasciateCIEntrare, Luigi Andreini, Antonio Ciniero, Associazione Marco Mascano, Associazione Todo Cambia, Associazione Scuola di Pace, Sergio Bontempelli, Agata Ronsivalle, Progetto Melting Pot, Marina Boscaino, Adriana Miniati, Giovanna Cavallo, Rete Milano Senza Frontiere, Italo Di Sabato, Osservatorio Repressione, Stefano Corradino, Per un’ Europa dei Popoli, Tania Poguisch, Anna Polo, Carlo Cartocci, Adriana Nannicini, Silvana Pisa, Zero Violenza, Luciano Colletta, Patrizia Fiocchetti, Loretta Mussi, Enrico Calamai, Chiara Parolin, Daniela Caramol, Michela Becchis, Circolo Prc Bianca Bracci Torsi, Antonia Romano, Paolo Andreozzi, Valentina Manusia, Chiara Prascina, Associazione Pa.La.De. , Lidia Carlucci, Alessio di Florio, Associazione Antimafia Rita Adria, Chiara Anselmi, Anna Maffei, Tiziana Uleri, Carla Baiocchi, Guglielmo Carcerano, Stefania Ragusa, Carlo Corsetti, Pierluigi Zuccolo, Lidia Carlucci, Marco Brazzoduro, Associazione Cittadinanza e Minoranze, Franco Bordoli, Maria Brighi, Cicci Solinari, Leda Di Paolo, Paolo Kerpon, Cinzia Bomoll, Serena Termini, Luigi Filippetto, Donatella Rovini, Osservatorio Migranti Basilicata, Comitato Verità e Giustizia per i Nuovi Desaparecidos, Annamaria Mandese, Ramona Parenzan, Daniele Barbieri, Gabriella Guido, Ass. K-Alma, Massimiliano Martelli, Renza Sasso, Michelle Muller, Ass. Culturale Gli Occidentali, Vittoria Pagliuca, Vincenzo Russo, Rudy Colongo, CUB immigrati Roma Provincia, Wissal Houbabi, Pietro Del Zanna, Anna Camposampiero, Annamaria Gobbetti, Antonella Barranca, Associazione Culturale Dieci Quindici, Stefano Bleggi, Yasmine Accardo, Marco Olivieri, Pio Russo Krauss, Sveva Haertter, Roberto Mamone, Adriana Giussani, Emilio Drudi, Officina delle culture, Riccardo Gullotta, Corrado Maffia, Federico Olivieri, Andrea Billau, Carolina Zincone, Eshter Koppel, Giulia Beatrice Filpi, Elena Mazzoni, Alessandra Fagioli, Galadriel Ravelli, Moreno Biagioni, Miriam Marino, Stefano Pasta, Peace Link, Michele Del Gaudio, Comitato Romano per la Costituzione, Rete Primo Marzo, Giuseppe Chimisso per Associazione Skanderberg Bologna, Rita Campioni, Stefania Tuzi, Marco Magnano, Massimo Angrisano, Alessio Viscardi, Andrea Monti, Valeria Fraschetti, Federica Misturelli, Casa della Cooperazione, Circolo Arci Palermo, Rete Antirazzista Fiorentina, CISS (Palermo), Marino Vocci, Marina Piccone, Maria Agnese Cardini, Convergenza Delle Culture (Mi), Leonardo De Franceschi, Mai Più Cie, Carmela Restelli, Circolo Prc Santa Fiora, Luciana Bova, Francesco Falzetta, Susanna Sinigaglia, Mariella Depau, Redazione “I Siciliani, giovani”, Pino Palmisano, Monia Denitto, Aldo Lotta, Alessandra Corrado, Alessandro Metz, Gennaro Varriale, Mara De Santis, Ilaria Ferrara, Giacomo Negri, Chiara Santacroce, Forum Cittadini Del Mondo, Nelly Bocchi, Gruppo Ibriq per la cultura e la causa Palestinese, Giulia Giraudo, Ass. LeftLab Prato, Annapaola Ammirati, Fiorella Rathaus, Comitato Pace Convivenza e Solidarietà Danilo Dolci di Triesce, Giovanni Caruso, Fabrizia Piccolo, Giacomo Negri, Franca Di Lecce, Luciano Vannucci, Fausta Ferraro, Angela Dessi, Gigi Bettoli, Sara Visintin, Ottavio Rossi, Annalisa Romani, Michele Negro, Anna Lodeserto, Antonella Cazzato, Sergio Ruggieri, Luisa Tanzi, Katia Fiterman, Raya Cohen, Lorena Fornasir, Domenico Stimolo, Marco Ralli, Nicola Fasolino, Ornella Terracini Elter, Raffaella Lavia, Leonardo Cavaliere, Associazione Trama Di Terre, Francesco Auricchio, Rossana Montecchiani, Carla Cengarle, Tania Benvenuti, Luciana Menna, Giuseppe Casucci, Simona Cianflone, Franco Lorenzoni, Guido Pullia, Roberto Giordano, Laura Di Lucia Coletti, L’Altra Europa, Laboratorio-Venezia, Lavoro e Salute, Gianluca Vitale, Monia Di Vitto, Simona Talamo, Gabriele Vesco, Bruno Antonio, Cristina Saviano, Roberta Colacino, Giuseppe Manzo, Jennifer Zuppiroli, Francesco Tanzarella, Giovanni Russo Spena, Giuseppe Musolino, Un’Altra Storia (Va), Renato Zanoli, Paolo Annale, Luca Mannarino, Anna Maria Mozzi, Diego Montemagno, Simonetta Ghezzani, Micol Sperandio, Chiara Organtini, Marianna Toffanin, Francesca Ieroncic, Luana Ammendola, Giuseppe Prano, Ass. SenzaConfine, Simonetta Crisci, Simonetta Venturini, Teresa Mecca, Silvia Pinelli, Adriano Giraldi, Maria Cristina Di Canio, Ass. Baobab Experience, Andrea Costa, Marco Omizzolo, Adele Del Guercio, Andrea Righini, Una Città In Comune (Pi), Ciccio Auletta, Marco Ricci, Livia Apa, Emanuele Petrella, Sergio Serraino, Laura Matteucci, Guido Pullia, Marco Noris, Elisabetta Maestrini, Nadia Gecchele, Milena Angeletti, Giovanna Baracchi, Ugo Pierallini, Alberto Biondo, Valeria Ciessetti, Maria Ragonese, Laura Liberto, Monica Kleinfeld, Kristen Maria Dusberg, Giovanni Maria Bellu, Tarcisio Alessandrini, Juan Esguerra, Valeria Castorina, Eugenio VIceconte, Michele Citoni, Loredana Fraleone, Ivano Peduzzi, Casa del Popolo “Ernesto De Martino”

Per adesioni: stefano.galieni60@gmail.com

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