[Pop-Corner] Il Duka e le serie tv: The Get Down

di Duka (da Laspro 37, ottobre 2016)

Dal ghetto alla conquista del mondo

the-get-downThe Get Down è una serie tv, uscita per Netflix nel 2016, ideata da Baz Luhrmann – regista cinematografico dei musical postmoderni Romeo + Juliet e Moulin Rouge! – ambientata a New York. Per la precisione nel South Bronx. Siamo nell’anno 1977, anno che i newyorkesi non scorderanno per i saccheggi avvenuti durante il famoso blackout. La musica sta cambiando. Nuovi generi musicali, il punk e la disco music, sono stati partoriti – dal seme fuoriuscito da soggetti marginali – dal ventre immondo della Grande Mela. Da lì a poco questi rumori soppianteranno i vecchi suoni e come un virus si diffonderanno in tutto il pianeta. In quei giorni, dentro la centrifuga generata da questo caos creativo, nel South Bronx – grazie anche alla tregua che pone fine alla guerra di strada tra le gang – inizia a prendere forma un nuovo stile. La cultura hip hop. Grazie a pionieri come – l’immigrato giamaicano – Dj Kool Herc, Grandmaster Flash e – l’ex capo guerra dei Black Spades – Afrika Bambaataa. Dal punto di vista musicale questo genere a cui piace collocarsi in opposizione alla disco ha subito da parte di quest’ultima una forte influenza. E condivide con il punk l’attitudine “fai da te”. La storia narra le vicissitudini di un gruppo di pischelli che ammazzano il tempo, uccidono la noia, tra rap, passi di danza e graffiti. Spraytando muri e vagoni della metro che fanno viaggiare i loro tag lungo le arterie della metropoli. Come set le macerie di edifici incendiati e poi demoliti dai palazzinari. Distruggere il Bronx per poi speculare con la ricostruzione. La serie è un kolossal: 120 milioni di dollari per rendere ogni dettaglio perfetto. Maniacale! Tutto deve essere come allora. Abbigliamento – scarpe scamosciate Puma, giubbetti Adidas, le divise con i colori delle gang – taglio di capelli, arredamento delle discoteche, macchine e vagoni tutti graffitati. Questa è la sua forza. Merito della costumista Catherine Martin che ha già lavorato – vincendo quattro premi Oscar – nei film di Luhrmann. Per saperne di più sulle origini dell’hip hop nel Bronx leggete il saggio R­­enegades of Funk di U. Net (Agenzia X).

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