[Laspro 35] Il drone sul Corto

Secondo appuntamento stasera alle 21.30 con i reading di Laspro negli spazi sociali romani sotto attacco: dopo la Biblioteca Abusiva Metropolitana, è la volta di uno degli spazi storici tra le occupazioni cittadine, il Corto Circuito, nel quartiere di Cinecittà, che guarda caso festeggia 26 anni di occupazione. E guarda caso oggi Laspro festeggia 7 anni di vita! Che, non passate a farci gli auguri? A dopo!

corto

Questo è il racconto sul Corto Circuito pubblicato sul numero 35 di Laspro:

di Mimmo Niglio

Ahia! Mamma che botta!
E pensare che un mio fratello sta inviando immagini dalla Siria, un altro si spia le riunioni delle famiglie mafiose in Sicilia, un altro ancora le piantagioni di coca in Colombia e io.. qui! A controllare il nulla e pure sbattuto a terra senza preavviso! E già, perché i due prefetti, per il Giubileo dei due Papi (ho qualche problema di circuiti io, o davvero è tutto doppio?), hanno deciso di imporre su Roma la no-fly zone, ma nessuno ha pensato di avvertirmi!
Oh, scusate.. non mi sono ancora presentato.
Mi chiamo Parrot.. per la precisione, mi chiamo Parrot AR Drone 2.0 e sono, appunto, un drone che, a differenza dei più fortunati fratelli, è finito nelle mani di un certo Sedano, Carota… o non ricordo che altro ortaggio (questa la capiscono in pochi, nda), che mi ha mandato a spiare il Corto Circuito, un Centro Sociale Occupato Autogestito che, lui dice, potrebbe essere pericoloso. Pericoloso? Boh… io sono due anni che sorvolo questo posto, ma la cosa più pericolosa che ho visto, è stato un ragazzino che si è lanciato dallo scivolo con la testa in avanti (peraltro, subito redarguito dalla mamma).
Insomma, chi mi ha mandato qui per spiare “cose strane”, mi sta facendo davvero riposare, ma mi sento frustrato. Io sono un Drone! Devo spiare e fotografare cose importanti per la sicurezza. E qui, invece, non c’è niente da controllare!
Magari ci fossi stato nella notte tra il 18 e il 19 maggio 1991, quando un incendio doloso a opera dei fascisti, distrusse il padiglione occupato un anno prima e provocò la morte di un giovane frequentatore del centro sociale di nome Auro Bruni. Auro Bruni… dove ho letto questo nome? Ah sì, sul campo da calcetto a lui intitolato. Bello, illuminato, verde quasi che non riesco a fotografarlo per quanto risplende. E per giocare, non si paga perché è a disposizione del quartiere. Quanto si divertono i Birilli, la giovanissima squadra multietnica più simpatica di Roma!
Vengono in tanti, magari mentre un fratello è impegnato a fare sport nella palestra popolare con qualche maestro qualificato (dicono che nella kickboxing hanno vinto addirittura cinque titoli mondiali), la mamma o la sorella seguono i corsi di danze popolari e un altro segue le lezioni della scuola popolare, dove dei veri insegnanti supportano gratuitamente gli studenti del quartiere nelle materie in cui “zoppicano”.
Ma il Corto Circuito, secondo Sedano, Carota o come cavolo si chiama lui, non è un covo di pericolosi militanti che “sfruttano” i beni comunali? Questi non si fanno nemmeno pagare le lezioni! E, in più, gli era stata concessa già una preassegnazione del posto, quindi anche parlare di occupazione abusiva potrebbe essere esagerato.
E poi di comunale qui c’è rimasto ben poco, visto che il 26 giugno 2012 (anche qui, sarebbe stato utile che ci fossi io o un mio parente) un secondo incendio, questa volta dicono si sia trattato, ironia della sorte, di un corto circuito, ha distrutto il padiglione che conteneva la cucina e la sala per le iniziative artistiche, culturali o politiche. Anche se i miei dubbi sull’incidente fortuito restano, ma sarà solo il classico pensiero “diffidente” di un drone che per mestiere fa la spia!
Vabbe’ sta di fatto che, da questo secondo incendio, l’osteria del Corto è uscita assai penalizzata, ma nel tendone tirato su in fretta e furia, continuano a essere servite pietanze che.. vorrei avere un palato per gustare, a prezzi popolarissimi. E questo pure sarà pericoloso per l’ordine pubblico?
Beh, in effetti… servirebbe qualcuno per gestire la fila, soprattutto il venerdì sera quando la cena è a base di pesce, o quando ci sono iniziative, culturali o politiche, che radunano tanti “pericolosi” affamati!
Spiando nei conti, peraltro, ho visto che dopo l’ultimo incendio c’è stata una gara di solidarietà che ha portato a offrire delle donazioni che consentirebbero, a questa “gente pericolosa”, di avviare i lavori per la ricostruzione del padiglione incendiato.
A spiare dalle loro riunioni, inoltre, sembra ci sia la volontà e la manodopera per ricostruire. L’unica cosa che manca è l’autorizzazione a procedere da parte del Comune che, invece di dire un semplice sì e vedere gratuitamente rinascere ciò che non esiste più e che rimarrebbe comunque nel patrimonio pubblico, preferisce lasciare le cose come stanno. Anzi, manda in giro me, con la speranza di trovare qualche elemento che metta fine, una volta per tutte, a questa “follia” di persone che, senza guadagnarci nulla, vogliono essere solidali con i più deboli!
E dal proprio punto di vista, i governanti hanno ragione: non è possibile che ciò che non riescono a fare loro con l’autorità che gli fornisce il mandato ricevuto dagli elettori e con i soldi pubblici di cui dispongono, venga invece centrato da chi si basa solo sulle proprie forze e sul proprio sacrificio per fare il vero “welfare” sul territorio, accompagnando i giovani dallo… scivolo alla pensione (anche gli anziani trovano i propri spazi al Corto Circuito), passando per istruzione, sport, alimentazione e cultura, senza tralasciare le relazioni sociali che, al tempo di Whatsapp e Facebook, diventano sempre più una rarità.
Pensate che qui mi è capitato di vedere due adolescenti che si raccontavano le proprie esperienze dal vivo, uno di fronte all’altro!
Erano proprio davanti la Ciclofficina. Come cos’è? Avete presente quel mezzo coi pedali e le ruote che ogni tanto ha bisogno di manutenzione? Ecco, al Corto Circuito ci sono tutte le attrezzature per rimetterla a posto. A disposizione di tutti!
E poi c’è anche l’Orto Circuito, una sperimentazione di orto urbano che sta iniziando a dare soddisfazioni a tutti quelli che impiegano il proprio tempo a produrre Sedano, Carota… ma no, quella è un’altra storia.
Comunque, visto che siamo in piena no-fly zone io mi riposo a terra. E scruto da vicino le espressioni dei “pericolosi militanti”. Espressioni che, a dire la verità, suscitano più solidarietà che paura. I loro discorsi sono in positivo e riguardano sempre un argomento: risolvere definitivamente il problema della ricostruzione e continuare a offrire al quartiere quei servizi che oramai tutti danno per scontati al Lamaro.
cortoQueste periferie, sempre più abbandonate, dove io rappresento l’unica eventuale presenza dello stato: l’occhio che spia. A dire la verità qui ho anche un “concorrente”. Pare faccia l’avvocato e preferirebbe avere sotto casa uno spazio abbandonato o un parcheggio di un supermercato, piuttosto che un ambiente vivo, sano e utile forse anche a lui.
Pensate che, nella propria miopia morale (ma forse anche fisica), ha scambiato il triste interramento di un cane molto amato al Corto, per un presunto occultamento di armi, al punto da far intervenire quelli che qui chiamano “le guardie”, per verificare cosa fosse stato sotterrato!
Da questo, ho imparato una cosa dagli esseri umani: quando prendono di mira una persona o una situazione, nulla potrà fargli cambiare idea.
A meno che i fatti concreti, o le spie, non dimostrino il contrario.
E, sapete cosa vi dico? Che, a costo di farmi rottamare, io dirò la verità a Carota, Sedano o come si chiama lui! Non fatemi più annoiare! Mandatemi a spiare altrove e lasciate in pace questa gente che non nasconde nulla, se non la voglia di fare politica nel vero senso della parola. E la gente è con loro!
Ora vi saluto che, saltellando, cerco di nascondermi dalla vista dei cani che frequentano questo posto, in attesa che si possa riprendere a volare. Non vorrei finire, nel frattempo, “shakerato” nella bocca di uno di loro, che poi di Papi e Prefetti rischio di vederne molti di più!

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Un pensiero su “[Laspro 35] Il drone sul Corto

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