[Laspro 35] A.C.A.B. All Cats Are BAM

di Enrico Astolfi

Il numero 35 di Laspro (marzo/aprile 2016) tratta degli spazi sociali romani, in particolare alcuni di quelli sotto attacco – o già attaccati con sgomberi e intimidazioni istituzionali (B.A.M., Scup, Degage, Corto Circuito). Per questo, lo presentiamo proprio in questi spazi, a partire da oggi, alla Biblioteca Abusiva Metropolitana di via dei Castani a Centocelle. Questa è la storia che riguarda B.A.M., di Enrico Astolfi e con le illustrazioni di Aladin, che verrà raccontata da Giovan Bartolo Botta, con le musiche di Luca e Alessandro di Laspro. A stasera.

lasproBam

Centocelle, via dei Castani.
Dovete sapere che là dove non c’era nulla, dove un palazzo era abbandonato e lasciato nelle grinfie dell’incuria ora c’è una biblioteca abusiva metropolitana. Al suo interno qualche anno fa c’erano solo calcinacci, lavandini rotti, marmitte usate, tapparelle divelte, cucchiai bruciati, cagatine di topo, ora ci sono più di diecimila libri, una cucina, una sala studio e postazioni internet a disposizione.
La Biblioteca Abusiva Metropolitana si presenta al quartiere senza indugi, sincera, con quella sicurezza di chi non ha nessuna intenzione e nessun motivo di nascondersi. La facciata principale, infatti, non segue il monocromatismo che s’estende per tutta la via. Un murales dai colori intensi buca il dominio del grigio e delle insegne delle attività commerciali e lascia uno spiraglio alla vista e, con un linguaggio tutto suo, invita i passanti, anche quelli più distratti, a fermarsi a sorpassare qualsiasi pregiudizio e a entrare. Certo sarebbe ipocrita negare che dinnanzi al palazzo occupato non ci sia qualcuno che borbotta a denti stretti o magari storce il naso o ancor peggio che sussurra frasi d’amore tipo zecche de merda, anvedi sti puzzoni, je darebbi fuoco a tutti, ma è sempre meglio dell’indifferenza, del lasciare che tutto si sviluppi secondo le solite regole imposte, che il noto finale arrivi inesorabile.
I nuovi abitanti dell’ex edificio abbandonato hanno nomi significativi: Squat, Bandito, Cotone, Blu, Baciucina e Orgi e sono gatti.

aladin OK 2

Illustrazioni di Aladin

La storia che vi voglio raccontare parla di loro e inizia in momento ben preciso: le cinque del mattino del Tre Settembre Duemilaequindici.
Baciucina, snella e dal pelo nero, Orgi, leggermente appesantita dal color caffellatte, appollaiate su un tavolo, osservano con occhio languido la loro fonte di cibo numero uno dormire su di un materasso tutto bucato. Per fonte di cibo si intendono gli esseri umani in generale; al soggetto in questione essendo colui che elargisce più croccantini di tutti va, di conseguenza, la coccarda del numero uno.
Baciucina, la più anziana della famiglia felina, scuote la testa, si lecca una zampa e dice: «Son due giorni che rimane qui tutta la notte».
Orgi: «Forse dorme per terra perché c’è troppo caldo».
Baciucina: «Le fonti di cibo non sono come noi, non usano il pavimento per rinfrescarsi».
Orgi: «Già. Però funziona, o no?».
Baciucina non risponde, sa che quando Orgi vuole avere l’ultima parola è meglio desistere, far finta di nulla. Si avvicina al tipo che ronfa beatamente e lo osserva sbattendo la coda. Agitata.
Orgi la segue, chiede: «Sei nervosa?».
«No, ma c’è qualcosa di strano».
«Pensi sempre negativo».
Baciucina per la seconda volta non abbocca all’amo. Rimane immobile e contemplativa, come sempre.
All’improvviso suona una sveglia, fonte di cibo numero uno muove la testa da destra a sinistra un paio di volte, si rotola nel materasso, emette un grugnito e si alza. Con andatura incerta e dondolante si avvicina alla porta d’ingresso e la apre leggermente. Spia fuori. Occhi ancora arrossiti dal sonno cercano qualcosa o qualcuno all’esterno. La strada è deserta, i primi colori della mattina prendono consistenza, si sente il lieve rumore di una tapparella che si alza, un venticello fresco porta a spasso qualche cartaccia.
Dietro arrivano Orgi e Baciucina che si posizionano vicino ai suoi piedi.
«Ma che fa?» sempre Orgi.
«Non lo so».
«È impazzito?»
«Non lo so».
«Proviamo a strusciarci un poco. Alle fonti di cibo quando son tristi o pensierose, una bella passata di pelo o una leccatina fa bene. Sai come sono fatti».
«Ok proviamo».
E così i due gatti iniziano ad agitarsi ai piedi del tipo, con il muso picchettano insistentemente i polpacci, cercano di aggrapparsi ai pantaloni, Orgi, all’apice dell’intento curativo, inizia a rotolarsi per terra mostrando la pancia bianca, agita le zampe verso il soffitto. Più che un gatto sembra una tartaruga rovesciata.
Il tipo non le considera, anzi all’improvviso s’irrigidisce, s’acciglia e inizia a blaterare frasi strane in una lingua incomprensibile. Rimane così, pietrificato, nascosto dietro alla porta che sbircia fuori con espressione di sfida. Si gratta il mento, ha le mani sporche di vernice, la barba si macchia di rosso.
A questo punto anche i due felini s’incuriosiscono e, interrotto il loro agitarsi affettuoso, escono per strada.
C’è una macchina blu con due fonti di cibo all’interno, guardano bene, non sono volti noti. Assomigliano a giganteschi pesce palla, solo che questi non hanno neppure il vanto dei colori, sono vestiti di un blu sbiadito che sa di sporco. Immobili dentro alla loro vettura, si passano un bicchiere mentre osservano il B.A.M. con sguardo torvo, uno dei due si accende una sigaretta.
«Sbaglio o son brutti forte?» sostiene Orgi.
«Decisamente» Baciucina sempre risolutiva.
Fonte di cibo numero uno fa un cenno e le invita a rientrare. Obbediscono.
All’interno lo trovano seduto dietro a una scrivania intento a parlare al telefono. Dal vortice di parole che esce dalla bocca ne distinguono tre che vengono ripetute di continuo: Digos, Sgombero, Giubileo.
«Ma cosa sono? Digos, Sgombero? Giubileo?» chiede la pelosetta color nocciola.
«Non ne ho idea, dobbiamo chiederlo a Bandito, sicuro sa qualcosa».
«Così Baciucina e Orgi abbandonano fonte di cibo numero e uno iniziano a cercare il piccolo Bandito, gattino marrone, un felino educato e con il vizio, grande fortuna per tutta la famiglia, della lettura. Senza indugi le due salgono le scale e, come volevasi dimostrare, lo trovano chino su un libro di Hegel.aladin OK 3
«Bandito, che fai?»
«Leggo» risponde lui serafico.
«Vedo. Ma lo sai che quando le fonti di cibo sono in giro non devi farlo, devi comportarti da gatto non da studioso».
Bandito con una zampa chiude il libro, poi si gira, si rannicchia pronto a saltare giù dalla libreria che contiene volumi di filosofia.
«Aspetta» sentenzia Baciucina, con piglio autoritario.
Il piccolo si ferma.
«Devi aiutarci: sai cosa vuol dire Digos?»
«Sono delle fonti di cibo che controllano altre fonti di cibo, ma non lo fanno con le divise…»
Orgi: «Cosa sono le divise?».
Bandito fa una smorfia, la gatta color nocciola è proprio vecchio stile, zero interessi, niente di niente, solo croccantini e dormite. Comunque, visto che lui è nato al B.A.M. è cresciuto in mezzo ai libri, s’è appollaiato sulle gambe di varie fonti di cibo che parlavano di sfratti, di cortei, di rivolta, di anarchia, fotografia e letteratura, che ha ascoltato e cercato di capire il complesso mondo non felino, ora deve rispondere.
«Le divise servono a differenziare le fonti di cibo, chi le indossa comanda».
Baciucina gli dà una leccatina di approvazione. Orgi vorrebbe chiedere tante cose, ma è pigra e preferisce starsene in silenzio.
«Sgombero?»
«Qui dentro se ne parla tanto. Possibile che non abbiate mai sentito questa parola? Comunque» Bandito, si ferma, si mette diritto, tipo sfinge, e continua: «sgombero è quando le fonti di cibo con le divise mandano via delle altre fonti di cibo dalle proprie case con la forza».
«E perché?» chiede Orgi
«Perché le fonti di cibo son strane, questo l’avete capito anche voi. La loro vita si basa su dei pezzi di carta, se non ne hai praticamente non puoi avere una casa».
«E dove vai?»
«Per strada».
«E la casa?»
«Rimane vuota o ci vanno altre fonti di cibo che hanno più pezzi di carta».
«Quindi rimarremo senza casa» sentenzia Baciucina.
«Perché rimarremo?»
Le due gatte spiegano la questione al giovane.
«Ma non possono. E tutti questi libri? E tutte le fonti di cibo che vengono qui a mangiare, a parlare, a passare del tempo insieme? Voi mi avete raccontato che una volta non c’era nulla, solo sporcizia, topi, nessuno ci viveva. E fonte di cibo numero uno che fine farà?»
«E la numero due? Sinceramente la preferisco. Uno mi strapazza troppo, lei è più simpatica» interviene Orgi.
«Dobbiamo fare qualcosa» dice Baciucina. Saggia e con aria decisa.
«Ma le fonti di cibo con la divisa son tante e quando arrivano, una volta ho visto un video, fanno uscire il sangue».
«Come i cani?» Orgi preoccupata.
«Peggio».
«Allora vuol dire che noi chiameremo tutti i nostri amici che in questi anni sono venuti a trovarci. Le fonti di cibo che vengono qui non gli hanno mai negato niente. O no? Son sempre stati accoglienti. Carezze, scatolette, non sono mai mancate» sentenzia la più anziana.
«Gli spelacchiati ad esempio. Da quando gli hanno aperto il tunnel che fa rumore e quel posto dove lasciano per strada avanzi di cibo che puzzano, sono qui spesso».
«Vero» dice Bandito che vuole risolvere la questione.
«Sì ma quelli a forza di mangiare quelle cose vomitano sempre, le fonti di cibo che mangiano quei cosi non stanno male? Come si chiama quel cibo?» chiede Orgi che non riesce a starsi zitta.
«Hamburger» risponde il sapientello di casa.
Così i tre gatti decidono di andare a recuperare mano d’opera nei pressi di piazza dei Mirti. Serve una rivolta felina per fermare lo sgombero. Serve un gruppo unito per evitare che quel palazzo torni vuoto, senza anima, lasciato mangiare dal tempo e dal disinteresse. Le fonti di cibo del B.A.M saranno soddisfatte di loro, non si sentiranno sole. aladin OK 1
Mentre si avvicinano alla Piazza, il fetore del ristorante che produce hamburger e problemi gastrointestinali ai felini di zona, già si sente.
«Ah Bandito. Un’ultima cosa. Giubileo cosa vuol dire?».
Il piccolo gatto non risponde, scuote la testa come se volesse liberarsi di un pensiero negativo, un’aria di smarrimento lo avvolge all’istante. Sembra che si debba mettere a piangere. Si sforza nel tentativo di non mostrare la sua debolezza. I due gatti adulti si guardano. Che gli è preso, si chiedono. Non vogliono indagare, hanno una missione ben più importante da svolgere.
Una volta in piazza dei Mirti incontrano uno spelacchiato mal messo. Dall’ultima volta che l’hanno visto al B.A.M è peggiorato.
Baciucina: «Ciao, dove sono gli altri?».
Il gatto che perde ciocche di pelo da gran parte del corpo, spiega che sono andati tutti via, che non riuscivano più a vivere tranquilli dopo le ultime evoluzioni. Vomito, perdita di pelo, ansia, crisi di panico, la colonia di piazza dei Mirti è dovuta emigrare in cerca di una zona in cui vivere degnamente.
«Da voi non ci saremmo stati tutti» conclude il gatto ammalato.
Baciucina, Orgi e Bandito spiegano la situazione aggiungendo che la mattina successiva si sarebbero mossi per sostenere le fonti di cibo a loro care. Non avevano ancora idea di come aiutarle, ma sicuramente più sarebbero stati meglio avrebbero reagito allo sgombero.
Con la coda fra le gambe i gatti se ne tornano al B.A.M., senza perdere tempo indicono una riunione per discutere con tutti gli altri della situazione.
«Potremmo metterci al primo piano e far cadere delle cose se le fonti di cibo con la divisa provano ad avvicinarsi, di sicuro non possiamo graffiarli» suggerisce Blu, un altro gattino dal pelo color grigio brillante.
«Non è una cattiva idea» Baciucina sembra convinta.
Così i gatti, come niente fosse, passano la serata in compagnia di fonte di cibo numero uno che ha un’aria distratta, addirittura si dimentica di dar loro la meritata cena. Qualcuno, Orgi in primis si lamenta, ma gli altri lo perdonano, del resto ha problemi più seri da affrontare. Il tempo passa, gli occhi di tutti si chiudono, è ora di andare a dormire. Al B.A.M. le luci si spengono.
Appollaiati sui libri attendono che la sveglia dia la carica.
Suona.
Fonte di cibo si alza, arriva anche fonte di cibo numero due, sembra che non abbia mai dormito nella sua vita, occhi spenti, i capelli spettinati e la schiena curva. Orgi subito va a leccarle un piede, lei si abbassa e l’accarezza.
Sono le 6. Le due fonti di cibo non fanno altro che guardare fuori dalla finestra.
I gatti scompaiono in silenzio, arrivano sul balcone del primo piano e con estrema maestria riescono ad accumulare una discreta quantità di materiale da scagliare sulle fonti di cibo con la divisa.
Tutto pronto.
Il tempo passa, ma nessuna divisa si vede. Arrivano altre fonti di cibo amichevoli, sorrisi e abbracci, tutto procede bene. In poche ore si crea un bel capannello di fonti di cibo che sono, evidentemente, pronte a difendere il B.A.M.
I gatti si guardano con aria di vittoria, solo Orgi ha da ridire: «Vedete, le fonti di cibo sanno essere più gruppo di noi».
Gli altri non rispondono, del resto gli spelacchiati son scappati altrove per motivi seri, non potevano sapere della loro situazione, altrimenti sarebbero accorsi in aiuto.
E le ore passano, fonti di cibo che entrano nelle loro vetture e se ne vanno, altre che passeggiano tranquille alzando la testa verso il sole, alcuni si fermano e guardano il gruppo che staziona davanti a quella facciata variopinta, la mattina si presenta senza novità, calma e calda come accade spesso negli ultimi mesi.
Tutto normale quindi.
Le fonti di cibo sottostanti sembrano essersi rilassate.
I felini sopra di loro arrivano alla conclusione che il pericolo è passato. Istinto.
Nella quiete sopraggiunta, solo Orgi ha voglia di parlare: «Ma allora cos’è questo Giubileo?».
Bandito, ha un sussulto, si raggomitola come se volesse scomparire e piano piano si va a nascondere dietro un vaso.
«Ma che hai? Perché non ce lo vuoi dire?» Baciucina.
Bandito rimane muto. Abbassa lo sguardo e inizia a singhiozzare.
«Smettila adesso. Dicci quello che sai, è così brutto?» La gatta nera inizia a innervosirsi.
«Non lo so».
«Cosa?»
«Non lo so cosa vuol dire, non l’ho capito. Sono mesi che sento questa parola e non riesco a capire che significato abbia. Ho cercato ovunque, ho trovato delle risposte, ma non riesco a capire».
Baciucina e Orgi visto il disappunto del piccolo studioso non insistono. Si lanciano uno sguardo d’intesa.
Gli occhi di Orgi tornano sulla strada dove delle fonti di cibo in divisa dovrebbero arrivare per far uscire del sangue ad altre fonti di cibo solo perché non hanno dei pezzi di carta e per far tornare quel palazzo un posto senz’anima, privo di vita, svuotarlo dai libri, chiuderlo, regalarlo ai topi e alle loro cacchette.
Anche questo non è molto chiaro, non ha senso.
«Forse è questo il Giubileo?» si chiede.

Annunci

2 pensieri su “[Laspro 35] A.C.A.B. All Cats Are BAM

  1. Pingback: [Laspro 35] Il drone sul Corto | LASPRO

  2. Pingback: [Laspro 35] Scup reloaded ovvero fenomenologia di una ricostruzione | LASPRO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...