Catholic Punk

Il Grande Libro color porpora. Dei come e dei perché Joseph si è dimesso

di Alessandro Bernardini

Quando abbiamo pubblicato questo pezzo (Laspro 23 Aprile-Maggio 2013), all’indomani delle dimissioni di Joseph Ratzinger, con cardinali che si acchittavano tra sesso, droga e rock’n’roll, ci sembrava di essere molto iconoclasti sbarazzini e trasgressivi. A parte il rock’n’roll, non credevamo di essere ben al di sotto della realtà.

Illustrazione di Lisa Lau

Illustrazione di Lisa Lau

ANNO DOMINI 2013. Un’onda punk si abbatte sull’Italia.
Di rosso, cappato di oro, alla conchiglia dello stesso; la cappa destra, alla testa di moro al naturale, coronata e collarinata di rosso; la cappa sinistra, all’orso al naturale, lampassato e caricato di un fardello di rosso, cinghiato di nero. Lo stemma papale.
E lui in fuga con in tasca la blasonatura.
Joe Strummer non esiterebbe a imbracciare di nuovo la chitarra. Stato Pontificio: strane ombre disegnano un profilo sardonico sui sampietrini. Dall’alto la sbirciata si fa piano americano e poi mezzo primo piano. Un pub.
Perché, pensate che non ci sia un pub in Vaticano? Ingenui. Dietro la quinta colonna di destra, con alle spalle via della Conciliazione, c’è una botola. XXX è l’unico che può aprirla. Vi hanno accesso solo i membri onorari del circolo “Mater Ecclesiae”. Parola d’ordine: «Io non so ben ridir com’i’ v’intrai, tant’era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai (Dante Alighieri, La Divina Commedia, Inferno Canto I versi 10-11-12).
Il locale è ampio e fumoso. Poltrone in velluto nero. Tavoli di noce nazionale illuminati da fioche luci verdi. Francis Bacon, Picasso e Dalì. L’urlo di Munch. Candelabri d’oro, pelle d’orso bianco, maschere barocche antropomorfe. Libri, di ogni età e misura. Un arco policentrico divide la sala in due. Un impianto stereo dolby surround 5.1 è collegato a un mixer a 42 canali e a un portatile con la mela monca.
Chi pensate che l’abbia inventata la storia della mela? Steve Jobs?
Il dj, un cardinale di Manchester con un passato da produttore musicale (Primal Scream, Happy Mondays e Stone Roses), mette su Jimmy Jazz dei Clash.


La sbirciata si posa sul tavolo in fondo al locale.
Joseph e XXX sorseggiano la terza bionda. Poca schiuma. Sul tavolo, pesante, è poggiato il grande libro color porpora.
«Altro che indizi, qua ci sono le prove, ci sono i nomi, altro che Pasolini. A quello l’hanno fatto secco sul lungomare e a noi? Potrebbero spellarci. Cuocere la nostra carne al sole, col sale fino, pepe nero e limone» XXX ride mentre biascica le ultime sillabe e poggia il palmo magro sulla copertina.
La cameriera bionda, con occhio blu e uno marrone, canta The Man Who Sold The World e soverchia Jimmy Jazz con la voce. Joseph la guarda storto, lui adora i Clash. XXX apprezza invece. Per lui il Duca Bianco non ha eguali.


«Ehi, bionda. Portami un’altra bionda» ride Joseph.
«Vedo che sei in forma oggi. Umorismo tedesco?»
«Jawohl mein Fuhrer
«Vabbè. Senti Joseph…».
«Dimmi».
«Io mica l’ho capita questa».
«Quale?». Joseph guarda il culo della cameriera bowiana e si rolla una sigaretta.
«Ma perché? Stava andando tutto alla grande! ‘Sta sparata delle dimissioni! Ma dai!».
«XXX, non ce la faccio più».
«Ma come? Questi stanno con le pezze al culo: recessione, disoccupazione, pensioni, elezioni da circo, Napolitano in scadenza e ti ci metti pure tu?»
«Ho capito, ma a me che cazzo me ne frega? Che ci devo pensare io?»
«Come che cazzo te ne frega?»
«Che cazzo me ne frega. Oh, senti, io sono stanco morto, me ne voglio andare al mare. E la lobby gay e Vatileaks e quei rincoglioniti degli americani che si sono fatti beccare col fagiolo nelle chiappe dei pupi, per non parlare di quegli stronzi dei vescovi intransigenti che vogliono beatificare pure Charles Manson. Basta che beatificano quelli, c’hanno ‘sta smania. Guarda, non bestemmio solo perché io e te sappiamo come stanno le cose».
XXX ride. Apre il grande libro color porpora e punta l’indice.
«E quella volta di padre Pio?»
«E chi se lo scorda? Le risate!».
«Ma ti ricordi quanta gente è venuta?»
«Meno male che hai preso accordi con la camorra e ci siamo beccati il 50% delle bottigliette ai fedeli. Io mi ci sono fatto il Mercedes e tu?»
«Maserati, coupé».
«Grande».
«Joseph, però potevi tenere ancora un po’. Un annetto, poi ci inventavamo una cosa tipo Wojtyla e chiudevamo alla grande. A proposito, ti saluta. Mi ha mandato un tweet da Caracas, dice che ha preso un pesce spada da un metro e mezzo».
«Il solito sborone megalomane. È un po’ che non lo sento, come sta?»
«Bene, credo, mi sa che ci è ricascato, però» XXX aggrotta la fronte.
«Lo so, lo so, non si è mai saputo contenere. Meno male che dissimulava con la sinusite. Gli do atto però che l’idea di nascondere il pippotto nel crocifisso è stata geniale».
«Tanto di cappello! Ma insomma… proprio non vuoi fare un grande rientro? Pensa: “Colpo di scena: il Papa ci ripensa ‘Torno nel nome di Cristo’”, tipo Continuavano a chiamarlo Trinità. Una cosa mai vista. Stavolta facciamo il tutto esaurito».
«No, no, dai. Ma chi me lo fa fare? Facciamo tre o quattro fumate nere, tanto per creare atmosfera e poi vai col nuovo comandante. Come stiamo messi con la compravendita?»
«Tutto a posto. Poi parte la solita trafila: giuramento, percorso coi sacchi a Castel Gandolfo e addio al cardinalato. Ah, stavolta cambiamo locale, si va sulla Flaminia, c’è una bionda che mi fa strippare solo a guardarle le unghie».
«Ci sto. Ma Karol viene?»
«Viene, viene e quando se la perde una serata così!».
«Bene». Joseph si volta verso la consolle e con espressione estasiata annuisce: «Manchester? Alza a palla! Senti che giro di basso!».
«Uhm…» XXX è più per i Sex Pistols.
Police and Thieves fa ballare l’ultimo sorso di birra.


«Lo so che stai con Sid & C.., ma per me non c’è storia».
«Già…».
«I Pistols potevano al massimo fare da apertura ai Clash, non scherziamo proprio. Tutta fuffa. Dai! Johnny Rotten si è messo a fare i reality. Che tristezza! Non c’è più religione…».
La cameriera con un occhio marrone e l’altro blu si avvicina al tavolo. Joseph le pizzica il culo e si passa la punta della lingua sul labbro superiore.
«Anche a me piace Bowie, però non ti azzardare mai più a cantare sopra i Clash. Portami un cheeseburger. Ketchup e maionese. Per te?» chiede Joseph.
«No, no basta ho ancora la carbonara di oggi sullo stomaco».
La cameriera scivola via e XXX chiude gli anelli tra le falangi. Guarda fisso Joseph e si avvicina al suo viso allungando il collo.
«Senti un po’, mi è venuta un’altra idea. Con questa sbaracchiamo tutto, Vatileaks cadrebbe nel dimenticatoio, così come le tue dimissioni. Sul libro c’è scritto che in casi di difficoltà si può tirare fuori qualche apparizione coi controcazzi. Che ne pensi se durante la fumata bianca facciamo apparire Madre Teresa vicino al nuovo Papa? La mettiamo in finestra, le facciamo dire tre o quattro minchiate tipo: “Lo Ior è gestito direttamente da Dio, fidatevi!” oppure “Fate l’amore non fate la guerra” o ancora “I vescovi che hanno peccato pagheranno caro e pagheranno tutto!”. Insomma metafisica, pacifista e pure un po’ comunista».
«Non male» Joseph si gratta il mento «mettiamoci pure una spruzzata di politica interna italiana, che ne so: “Italiani! Il vostro Paese ha bisogno di stabilità, stringetevi attorno alle istituzioni e andrà tutto bene”. Insomma tutto e niente. Li ubriachiamo di stronzate e poi, ti prego, andiamocene alle Maldive che mi sono rotto il cazzo».
«Tranquillo c’è il jet già pronto. Ci portiamo pure il dj e due, tre ragazze?»
«Certo! Che mi fai fare il viaggio solo con te? Sai che palle!».
XXX accarezza il libro. Guarda fuori della finestra. Si sente pronto per la nuova architettura. Il nuovo capitolo della maestosa indecenza. Il grande libro degli scherzi. Ride e butta giù l’ultimo sorso che lo stordisce un po’.

«Joseph?»
«Dimmi, caro».
«Ma ti rendi conto di quante ne abbiamo dette?»
«Uh! Mamma mia! E quelli tutte le domeniche ritornano!».
«Qua dentro» XXX sfoglia le pagine con delicatezza «c’è tutta la nostra storia. Quando andrò in pensione lo passerò a mio figlio e lui al suo e così via. La mia è una famiglia fortunata. Custodi di una fede. Indicatori di speranze. Pensa cosa sarebbe accaduto se fosse caduto nelle mani sbagliate. Quel brutto figlio di puttana di Giordano Bruno c’era quasi riuscito».
«E infatti ci abbiamo fatto la carbonella!».
«Già».
«Senti un po’» chiede Joseph con un crampo sulla faccia, il suo sorriso.
«Dimmi».
«Ma ce l’hai ancora la bamba colombiana?»
«Certo».
«E acchitta va’, che la serata mi sembra un po’ moscia».

(coming soon, Catholic Punk 2.0 – introducing a new character: Jorge Mario Bergoglio aka Francesco)

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