#CyclingForPalestine – Day 5 Bologna: Ugo, il Compianto e cose turche

Il 16 febbraio è partito Cycling for Palestine – seimila chilometri contro l’occupazione e l’islamofobia, il viaggio in bicicletta da Roma alla Palestina di Captain Tom No che Laspro seguirà nei suoi sviluppi. È  possibile sostenere Cycling for Palestine con un abbonamento speciale a Laspro da 20 euro (10 per la rivista, 10 per Cycling for Palestine).

di Captain Tom No

bolognaA Bologna ci arrivo in treno, piccolo strappo alla regola che mi vorrebbe piuttosto alle prese col passo appenninico che separa Firenze dalla “grassa”; ma poiché ho deciso di mettere da parte le sfide personali e di concentrarmi sulla causa palestinese, sabato 21 febbraio sono al presidio di Assopace Palestina a piazza Maggiore (qui la notizia e l’intervista al Captain, aka Andrea Di Blasio, su Radio Città del Capo, ndr), puntuale alle 16 e in tutto il mio sgangherato splendore. Se anche fossi partito all’alba da Dicomano, dove la notte prima avevo pernottato ospite di amici, sarei arrivato forse nel tardo pomeriggio e in ogni caso sudato, puzzolente e distrutto. Non ho ancora i cento chilometri nelle gambe e se tra partenza e arrivo, in mezzo, ci si mette un dislivello di mille metri… voglio dire la bici pesa sessanta chili, sono i primi giorni diamine, vabbè il peccato originale ma non che Gesù Cristo sulla croce c’è l’abbia inchiodato proprio io personalmente (semmai quando torno mi rifaccio il passo a pedali, giusto perché sono un tipo pignolo).

A ogni modo viaggiare in treno con quel coso pure non è uno scherzo; gli Intercity sono preclusi e nei regionali non si capisce mai bene dove sia il vagone per le bici. Tra il personale di Trenitalia c’è chi dice in testa al treno e chi in coda, ma la verità è che ti devi arrangiare a correre su e giù per la banchina fino a dove c’è posto; e soprattutto augurarti che qualche baldo giovine ti dia manforte al momento del carico come allo scarico; onde evitare di buscarti un’ernia o di rovesciare il bauletto, magari esibendo pentolame mutande e quant’altro.
image (3)Sicché oggi indosso le braghe prestatemi da uno dei giovani pilastri emiliani del Pci anni ’80, Ugo Mazza. Sì, perché andare in giro per Bologna in calzamaglia nera, ovvero combinato come un mimo danzatore, non è proprio il massimo.
Io e Ugo tra l’altro portiamo la medesima taglia, stessa corporatura; visti di spalle saremmo uguali, se non fosse che lui è un bell’uomo e soprattutto è una persona seria.
Le foto all’interno dell’appartamento-studio che mi mette squisitamente a disposizione lo ritraggono ora con Berlinguer, ora con Natta, ora sul palco del partito durante un comizio.

«Ugo secondo te quando è finita la politica?»
«Dopo Berlinguer, ma forse anche prima…».

image (2)Il compianto Berlinguer, Occhetto, la “svolta”, la fine. Abbiamo trasmesso: “Come ti smaltisco il Pci in tre mosse”. Povero Berlinguer. Il compianto Berlinguer. Ugo ci credeva alla politica; lo si capisce da come i bolognesi lo salutano per strada. Qui è stato assessore e la gente lo rispetta; passare la domenica mattina con lui sotto i portici, tra librerie e caffè è un privilegio. Un po’ mi sento in colpa perché in Palestina fui autore di una battuta perlomeno infelice sul suo conto; invero, definendo il suo nelle interviste come un lessico da “riunione ai vertici del Soviet di Pietrogrado” strappai diverse risate tra gli astanti, ma in realtà fui stupido e scorretto, soprattutto con me stesso, perché la verità è che lo ammiro. Lui ha creduto e tutt’ora spera in quella cosa della cui esistenza oramai tutti noi abbiamo solo un vago ricordo: lo stato.
Rammento bene, tra l’altro, il suo personalissimo modo di prendere appunti innanzi ai comitati popolari palestinesi per la resistenza non violenta: anni e anni di giornalismo e di incontri pubblici lo porteranno a essere così avvezzo al suo taccuino che pure nelle posizioni più scomode, e soprattutto in quelle, tutta la sua figura appare sospesa sulla sola sfera della penna, in mancanza di vere e proprie superfici di appoggio.
In mattinata facciamo visita al suo caro amico professor Eugenio Riccomini, eminentissimo storico d’Arte, nonché eccellente conoscitore di itinerari mediorientali, nonché artefice del piano finale, ovvero la fase più critica, grazie al quale entreremo in territorio israeliano (uso il plurale in quanto il progetto prevede che io strada facendo riesca a reclutare altri pazzi incoscienti).
Né io né Ugo lo mettiamo al corrente di quale sia il vero scopo del viaggio, ma quand’anche lo avessimo fatto, sono certo che il Prof mi avrebbe detto le stesse identiche cose:
– impara almeno una decina di parole in turco, saluti, grazie e quant’altro… Capiranno subito che non parli la loro lingua ma servirà a farti ben volere. Raggiungi la costa meridionale passando per Uskudar, Bursa, Ankara, Konya e Antalya, poi imbarcati su di un traghetto per Cipro, lì vedrai cose stupende
– poi trovati un traghetto o una nave merci per Haifa.

Quindi non si entra più da Allenby Bridge, ossia da Amman verso la valle del Giordano; niente voli da Istanbul o peggio ancora folli passaggi in territorio siriano. Ma piuttosto Cipro e traghetti, e ingresso dalla porta principale.
Niente male davvero Prof, grazie infinite.
Pranzo in libreria con Ugo a base di tortellini in brodo; acquisto un minidizionario turco i cui frasari sono suddivisi per circostanza: al capitolo “amore e sesso” c’è da sganasciarsi; una vera e propria love story noir dall’approccio al climax e infine alla disfatta. Ugo mi è testimone che in quanto riporto di seguito non vi è alcun adattamento da parte mia, è stampato così, parola per parola, lo giuro:

AMORE E SESSO aşke & seks

image (4)Approcci
– vuoi qualcosa da bere? bir içki ister misiniz?
– hai dei begli occhi / ne kadar güzel gözleriniz var
– assomigli a qualcuno che conosco / …
– balli benissimo
– hai da accendere?
– posso accompagnarti a casa?
Tiriamocela un po’
– no grazie
– preferirei di no
– sono qui col mio ragazzo/ con la mia ragazza
– scusa adesso devo andare


Il due di picche
– lasciami stare!
– vattene!
Chi la dura la vince
– mi piaci molto
– sei fantastico/a
– posso baciarti?
– vuoi un massaggio?
– posso rimanere a dormire?
La fase hot
– baciami
– ti voglio
– andiamo a letto
– toccami qui
– ti piace questo?
– mi piace
– non mi piace
– hai un preservativo?
– è la mia prima volta
– non ti preoccupare faccio io
– mio Dio!
– è fantastico!
– vacci piano!
– più dolcemente
– più forte
– più lentamente
Sigarettina
È stato…
– romantico
– selvaggio
– splendido
Sinistri presagi
– stiamo bene insieme
– ti amo
– vuoi incontrare i miei genitori?
– vuoi sposarmi?
image (5)La debacle
– vedi qualcun altro/a?
– è solo un amico/a
– mi stai usando solo per il sesso
– non credo stia funzionando
– non voglio vederti mai più
Accomiatarsi
– troveremo una soluzione
– devo partire
– mi terrò in contatto
– ti verrò a trovare (…)

Se pensate che scriva balle consultate: Capire e farsi capire in Turco; i Frasari della Lonely Planet; ed. EDT.

Domani riparto alla volta di Rovigo, ciao Ugo grazie infinite, sei una bella persona; gironzolare Bologna con te è stato bello. Grazie soprattutto di avermi mostrato i luoghi a te più cari, incluso il complesso statuario del “Compianto”; hai ragione, ancora promana una grande energia…

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