La psiche ci sa fare [PornoGraffi #6]

Di Sabrina Ramacci

tumblr_msa5d9Rgzw1ruu90ro1_1280La memoria è una funzione psichica e fisiologica, una super funzione, tra le migliori. Soprattutto quando rimuove i ricordi. Ognuno di noi si sarà prostrato più e più volte di fronte alle sbadataggini di tale funzione, meno male, meno male avrà esultato… meno male che non ricordo, che sono così stordito da dimenticare. Personalmente, lavoro di rimozioni a raffica. Grazie, memoria fasulla, mi viene da pensare, perché in fatto di sesso non è poi sempre così piacevole ricordare proprio tutto.

Ammettiamolo: alcuni incontri non fanno esperienza, basta con questo elogio del vissuto, alcuni incontri sono stati un po’ come una puzzetta in ascensore, imbarazzano noi, per primi. Poi, lo ammetto, sono anche abilmente distratta, ma anche in questo caso si tratta di un talento piuttosto che di un vizio intellettivo. In queste ultime settimane sono stata così distratta da non notare nemmeno la storia del “gelato”.

Oggi ho recuperato un po’ di informazioni sulla questione: la Madia mangia un cono gelato. “Chi”, nota testata scandalistica, pubblica le foto con un titolo a doppia pagina che lascia il tempo che trova: “La Madia ci sa fare con il gelato”. Il mondo del web si capovolta di insulti, l’ennesimo caso di sessismo, giornalisti di merda (okay la categoria non brilla ultimamente ma da quando in qua questo è giornalismo?), il direttore del giornale si scusa, per pura formalità (bisogna pur tirare sulle vendite), la rete si riempie di ulteriori doppi sensi, dalle pagine della nostra storia recente riemerge la Pascale e il Calippo, che invece era carico di doppi sensi, almeno a quanto ci ricorda la Borromeo in un tweet. Si coniano hashtag: #duepesiduemisure, #iocisofaredipiù, roba così insomma. È un gran vociare, un’esibizione che rimbalza ovunque ed è – ammettiamolo – molto rumore per nulla. È tutto un sotto-inteso-testo-vuotopsichico. Ci si mettono pure le femministe che precisano di leccare soltanto gelati di un certo tipo, grossi insomma, e su blog come “Al di là del Buco (verso la fine della guerra fredda – e pure calda – tra i sessi)”, scrivono: “E per il resto: a noi il gelato piace grande. Questa è l’unica cosa da specificare. Che non si dica che qui si lecca un gelato qualunque…”. Andiamo bene raga’, andiamo benissimo. Ancora con la storia del più grosso che è meglio? Certe volte è meglio vivere su Marte, perché a leggere tutte ‘ste cazzate un po’ di sconforto mi viene.

A proposito di sessismo, c’è una pagina che seguo su FB, si chiama “Raccolta statistica di commenti ridondanti” e credo sia una bella pagina. La tipa che la gestisce posta thread in cui centinaia di utenti commentano argomenti disparati. Di recente ha postato un link da “Today.It” con relativi commenti degli utenti del giornale: “Si chiama vajazzling ed è l’ultima, assurda moda. Guardate cosa fanno ora le teenagers alla propria vagina”. Segue foto di donzella con alto pube decorato di strass. Seguono i commenti, il primo può bastare per farvi capire il livello di beceraggine: “Poi si lamentano che le violentano gliela addobbano a festa… poi non vi lamentate siete voi le zoccolette”. No, aspettate, ne riscrivo un’altra manciata perché così si capisce meglio: “è una provocazione allo stupro”, “brutte vacche”, “siamo al massimo della depravazione”, “fate schifo donne di merda”… Tutta sta violenza verbale, protetta dalla rete, perché? Scusate, per due strass che formano un disegno tra l’ombelico e la vagina? E sapete una cosa, la maggior parte dei commenti sono di donne, di donne che insultano altre donne. Di donne che fomentano il maschilismo e il sessismo. E metteteveli due strass e soprattutto rilassatevi.

Per oggi ho finito di blaterare cose, a me sembra sempre che si parli tanto di porno e di liberazione ma che poi si riduca tutto alla solita “guerra” tra sessi, alle solite banalità che lasciano amarezza dentro, a quelli che si occupano di pornografia perché fa fico ma stanno nei salotti bene a lucidare le parole. L’estate prossima spero di vedere un sacco di ragazze a leccare gelati con la fica decorata di strass, gli uomini col cazzo duro a fare il tifo per loro, piccolo, medio o grosso che sia, per il semplice gusto del gioco tra sessi.

Concludiamo in bellezza. Ai Laspriani soprattutto dedico queste parole di Lewis Carroll, perché questo è l’ultimo numero di PornoGraffi. Per Laspro continuerò a scrivere e non la smetterò di blaterare (promesso).

Alice arrivò a un bivio con due sentieri che portavano in direzioni opposte. 

“Quale strada devo prendere?” chiese Alice. 

“Dove vuoi andare?”, rispose il gatto Cheshire. 

“Non lo so”, rispose Alice. 

“Allora – disse il gatto – non ha importanza quale strada prendi”. 

Ed è bello così.

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